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Investimenti finanziari: è meglio il regime dichiarativo o quello amministrato?

By 24 Febbraio 2025 No Comments
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Quando si comincia ad investire nei mercati finanziari, una delle prime decisioni da prendere riguarda il regime fiscale da adottare per la gestione della tassazione sui guadagni. Le opzioni disponibili in Italia sono due: il regime amministrato e il regime dichiarativo. Ognuno di essi ha specifiche caratteristiche, vantaggi e svantaggi che l’investitore deve considerare attentamente per fare la scelta più adatta alle proprie esigenze.

Cosa distingue il regime amministrato dal regime dichiarativo?

La principale differenza tra i due regimi riguarda la gestione della tassazione sugli investimenti:

  • Regime amministrato: il pagamento delle imposte sulle plusvalenze avviene in automatico per il tramite dell’intermediario finanziario, che agisce come sostituto d’imposta.
  • Regime dichiarativo: l’investitore ha il compito di calcolare e dichiarare autonomamente i propri redditi da investimento nella dichiarazione dei redditi annuale.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascun regime? Vediamoli nel dettaglio.

Il regime amministrato: semplicità e automatizzazione

Nel regime amministrato, l’intermediario finanziario (banca o broker) si occupa direttamente della gestione fiscale, prelevando in automatico le imposte dovute su eventuali guadagni realizzati. Questo significa che:

  • L’investitore riceve già gli importi al netto delle imposte.
  • Non c’è necessità di compilare la dichiarazione dei redditi per questi redditi.
  • Non è possibile compensare in modo efficiente plusvalenze e minusvalenze generate su conti diversi.

Questo regime è ideale per chi desidera una gestione fiscale semplificata, senza dover affrontare calcoli e adempimenti burocratici.

Il regime dichiarativo: maggiore controllo e possibilità di compensazione

Nel regime dichiarativo, l’investitore riceve l’importo lordo dei propri guadagni e deve successivamente dichiararli al fisco tramite il modello Redditi PF. In questo caso:

  • Le imposte vengono versate in sede di dichiarazione dei redditi, generalmente l’anno successivo al realizzo.
  • L’investitore può compensare minusvalenze e plusvalenze in maniera più efficiente, anche tra conti diversi.
  • È necessario rivolgersi a un commercialista per il calcolo delle imposte e la corretta compilazione della dichiarazione.
  • Si applica l’obbligo di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie detenute all’estero.

Questo regime è più adatto a investitori esperti o a coloro che operano con intermediari esteri, in quanto consente una maggiore flessibilità fiscale.

Quale regime fiscale conviene scegliere?

Come in moltissime questioni fiscali la risposta alla domanda è “dipende”. La scelta tra regime amministrato e regime dichiarativo dipende da diversi fattori, tra cui la tipologia di investimenti effettuati, la necessità di compensare plusvalenze e minusvalenze, la preferenza per una gestione fiscale automatizzata o più personalizzata. In generale:

  • Il regime amministrato è consigliato per chi vuole un processo fiscale semplificato e immediato, senza preoccuparsi di dichiarazioni o calcoli complessi.
  • Il regime dichiarativo è più vantaggioso per chi effettua operazioni frequenti, desidera ottimizzare la gestione fiscale e può gestire (o delegare) la dichiarazione dei redditi.

Indipendentemente dalla scelta, è sempre consigliabile confrontarsi con un esperto fiscale per valutare la soluzione più adatta al proprio profilo di investitore e agli obiettivi finanziari.