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Iperammortamento 2026: come funziona dopo la Nuova Finanziaria?

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Con la nuova Legge di Bilancio e il successivo DL n. 38/2026, è cambiato il funzionamento dell’iperammortamento 2026, e il legislatore ha introdotto un nuovo meccanismo di incentivazione fiscale che sostituisce i precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0.

Ma cosa significa concretamente per le imprese? Dove conviene davvero investire dopo queste modifiche?

Cos’è l’iperammortamento 2026 (in breve)

L’iperammortamento 2026 è una maxideduzione fiscale che consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali fino al 180%, con un conseguente risparmio sulle imposte (IRES/IRPEF).

Non è quindi un contributo diretto, non impatta sul bilancio civilistico e agisce esclusivamente sulla dichiarazione dei redditi.

Cambiano insomma le quote di ammortamento, in questo modo.

La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione “a scaglioni”:

 

  • Fino a 2,5 milioni € → +180%
  • Da 2,5 a 10 milioni € → +100%
  • Da 10 a 20 milioni € → +50%

Ad esempio, un investimento da 100.000 € può generare una base fiscale di 280.000 €, con un impatto significativo sulle quote deducibili.

Quali investimenti rientrano nell’agevolazione

L’iperammortamento 2026 riguarda esclusivamente:

  • Beni materiali 4.0 (macchinari interconnessi)
  • Beni immateriali (software, piattaforme, sistemi digitali)
  • Impianti per energia rinnovabile destinata all’autoconsumo (con requisiti tecnici specifici)

Un requisito chiave è che tali beni debbano essere nuovi e interconnessi al sistema aziendale.

Possono inoltre beneficiare dell’agevolazione:

– Imprese con reddito d’impresa
– Investimenti in strutture produttive in Italia

Sono invece esclusi:

-Regimi forfettari
-Lavoratori autonomi
-Imprese in difficoltà o non in regola con sicurezza e contributi

Iperammortamento 2026: quali regole è necessario rispettare?

Esiste uno specifico iter per beneficiare della misura 2026. Per accedere all’iperammortamento nell’anno corrente è necessario:

  • Trasmettere comunicazioni tramite piattaforma GSE
  • Certificare gli investimenti
  • Garantire tracciabilità e coerenza fiscale

L’agevolazione è cumulabile con altre, ma vi sono dei limiti e la base di calcolo va considerata al netto di eventuali contributi.

L’iperammortamento 2026 è quindi un’opzione valida per alcune imprese: per molte PMI, soprattutto manifatturiere, si tratta di uno strumento strategico per sostenere investimenti che altrimenti verrebbero rinviati.

Tuttavia, attenzione, non è una misura automatica, infatti richiede tutta una serie di valutazioni preliminari come:

  • analisi preventiva dell’investimento
  • implica la corretta classificazione dei beni
  • necessita di coordinamento fiscale e contabile

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