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Giornata mondiale del turismo 2019: turismo in Italia, dati positivi e prospettive.

By 27 Settembre 2019 No Comments
giornata mondiale del turismo 2019

27 Settembre: giornata mondiale del turismo. Un’opportunità, questa  40° edizione, per fare il punto su statistiche e trend di un settore essenziale per l’economia del nostro paese.

Contrariamente ad altri comparti, i dati disponibili per un’analisi riassuntiva di questo ambito sono numerosi oltre che aggiornati e recenti.

Un documento molto esaustivo è quello rilasciato dalla Banca d’Italia nel Luglio 2019 denominato “Turismo in Italia: numeri e potenziale di sviluppo”.

Dal dossier emergono dati strategici molto interessanti, utili ad imprenditori ed addetti ai lavori nel miglioramento della propria attività.

Eccone alcuni riassunti.

Turismo italiano: i principali dati positivi

Recentemente, si è diffusa la convinzione, un po’ fatalista e per moltissimi aspetti errata, che il turismo in Italia sia in calo, a causa della crisi economica e politica del paese.

In realtà, le ultime statistiche disponibili mostrano moltissimi trend positivi che fanno ben sperare per la crescita di uno dei settori  che maggiormente è cambiato negli ultimi decenni a livello globale.

Il turismo rappresenta il 5% del PIL italiano e fornisce occupazione al 6% della popolazione.

Una quota superata in Europa solo da Grecia e Portogallo.

I guadagni di molte imprese di settore, in media, sono in aumento grazie a 3 tendenze che stanno modificando internamente le caratteristiche dell’offerta:

  1. Un miglioramento delle caratteristiche e della qualità delle strutture alberghiere;
  2. L’aumento della domanda internazionale, soprattutto extraeuropea;
  3. Una maggiore diffusione dell’offerta extra-alberghiera grazie all’espansione della sharing economy.

Stiamo diventando cioè capaci di sfruttare le novità degli ultimi anni, anche digitali, oltre che di accogliere nuove tipologie di turisti.

Il giro d’affari dei viaggi nel mondo è cresciuto moltissimo recentemente proprio grazie alla riduzione dei prezzi dei trasporti, sulle tratte nazionali ed internazionali, ed alla crescita del reddito medio delle economie emergenti.

Sud-America, Cina, Giappone, altri paesi asiatici: è a loro che si deve il cambiamento del turismo italiano, che ancora può cambiare e migliorare molto.

La spesa di questi nuovi ospiti dal 2010 al 2017 è aumentata del 9% ogni anno.  Decisamente un dato positivo.

Oltre alla capacità del paese, non ancora del tutto espressa, di sfruttare le novità disponibili sul mercato dei viaggi e dell’accoglienza turistica, l’Italia ha anche 3 vantaggi competitivi fortemente correlati alla sua identità:

  1. Patrimonio culturale;
  2. Made in Italy;
  3. Cucina e patrimonio enogastronomico.

Ma tutti questi vantaggi e trend positivi riguardano uniformemente tutta la penisola?

Turismo in Italia per regione, città, località

Effettivamente non in tutte le regioni d’Italia si registrano le stesse tendenze positive e flussi economici.

I turisti stranieri, che, come riferito, rappresentano la stragrande maggioranza dei villeggianti del paese, prediligono due zone della penisola:

  1. Regioni del Nord-Est.
  2. Centro Italia.

La spesa in queste 2 macro-aree rappresenta rispettivamente il 27 e 33 % del totale italiano.

E’ migliorata la performance negli ultimi anni anche del Nord-Est, grazie ad una nuova strategia di accoglienza incentrata sull’organizzazione di tanti grandi eventi (es.: Olimpiadi invernali di Torino 2006).

Resta insomma ancora indietro il Sud Italia, che comunque registra un dato positivo, grazie ai turisti italiani, sorprendentemente.

Il 25 % della spesa totale degli italiani è rappresentato dalle vacanze estive in località balneari del Mezzogiorno.

Concentrandosi  invece sulle città preferite si registra un trend da interpretare.

I turisti internazionali iniziano a prediligere 3 città italiane, spesso eliminando dai propri percorsi località intermedie o leggermente meno note:

  1. Roma;
  2. Firenze;

Sono il patrimonio culturale e la fortissima carica storica ed emozionale di queste città che attirano, rendendo però l’Italia un po’ minimale rispetto alle reali potenzialità della sua offerta.

Turismo culturale italiano ed altre opportunità

L’Italia è il primo paese al mondo per luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità:  abbiamo 54 siti UNESCO su 1092 registrati in tutto il pianeta.

I musei sono invece in totale 5000.

Nonostante questo patrimonio sia localizzato anche al sud della penisola queste risorse turistiche vengono tuttora sfruttate in modo limitato, soprattutto al meridione.

Ma non è più possibile ignorare questa grande opportunità economica, che potrebbe rappresentare una fonte di guadagno e ripresa per regioni come Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Abruzzo e Campania.

Secondo l’indagine della Banca d’Italia relativa al turismo internazionale è proprio grazie alla nostra cultura e tradizione che i viaggiatori extraeuropei scelgono l’Italia.

Nel primo quinquennio del 2000 il turismo culturale rappresentava circa il 40% della spesa totale. Oggi, proprio grazie agli stranieri, è arrivato al 60%.

Non sappiamo ancora integrare questo aspetto con gli altri vantaggi competitivi delle nostre regioni, e cioè cucina e Made in Italy.

Ciò che sarebbe necessario è una vera integrazione dei contenuti che permetta di mettere in evidenza non solo l’esistenza di musei e grandi opere storiche, ma anche la possibilità di goderne in paesaggi splendidi delle nostre aree rurali e balneari.

La possibilità di crescita in questo senso è dimostrata anche da una coppia di dati sulle visite museali.

Primo: nonostante gli spazi espositivi siano più di 5000, il 30 % delle visite totali si concentra in appena 20 principali musei italiani.

Secondo: confrontando la media delle visite europee in questo ambito, quella italiana è più bassa rispetto ad altri paesi dell’eurozona con meno risorse storico-culturali.

Cosa aspettiamo allora a sfruttare questi margini di miglioramento, anche adottando nuove tecniche di finanziamento e raccolta fondi come il crowdfunding?

Possibili rischi

Ci sono in effetti alcune criticità che rallentano la crescita del settore turistico italiano in toto.

La ragione madre è probabilmente il rischio di sovraturismo.

Il sovraffollamento delle aree turistiche infatti può generare conseguenze spiacevoli soprattutto per la popolazione residente, e disagi anche per i viaggiatori ospiti.

Quali?

Difficoltà nella salvaguardia dello stesso patrimonio artistico, congestione del traffico urbano e aumento dei costi di vita per i residenti.

Di certo però queste possibili conseguenze negative non giustificano l’approccio frenante di molte piccole e medie imprese del settore turistico italiano, che dovranno certamente rinnovare la propria attività ed il proprio approccio imprenditoriale, magari sfruttando proprio i tanti consigli e spunti che emergono dall’analisi dei trend di settore di quest’anno.


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