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9 film sul futuro e saghe sulla tecnologia che sapranno ispirarti.

By 28 Novembre 2019 No Comments
macchina da presa in blu - film sul futuro

Il futuro ha sempre affascinato autori e sceneggiatori, forse perché permette di lasciar andare le nostre fantasie più incredibili su quello che la tecnologia riuscirà a rendere usuale e familiare nelle nostre vite. Il film sul futuro ispirano, trascinano in avanti e a volte sono una fonte di idee utili anche per chi fa impresa.

Dopotutto è proprio nei momenti di relax e di svago che si innesca il meccanismo misterioso della creatività.

Inoltre, il grande schermo è anche capace di motivare e e generare nuova curiosità.

Fortunatamente la storia del cinema è costellata di grandissime pellicole: film ambientati nel futuro irrealistici, ma neanche sempre, che in alcuni casi potranno diventare una sorta di profezia su quello che sarà la nostra vita.

Eccone 9 fra i nostri preferiti in ordine cronologico. Non pretendiamo sia un elenco conclusivo ma certamente include alcuni dei lungometraggi che più ci hanno colpito dal punto di vista tecnologico e fantascientifico.

1.2001: odissea nello spazio (1968)

Astronavi, spazio e futuro sono fratelli e sorelle inseparabili della storia del cinema.

Non sono certo poche le pellicole nelle quali i protagonisti sono astronauti affascinanti e coraggiosi, intenti a esplorare uno spazio che ancora oggi per noi è un mistero oscuro e buio, nonostante le eclatanti scoperte scientifiche degli ultimi decenni.

film sul futuro - 2001 odissea nello spazio in bluUn film di fantascienza iconico, che l’anno scorso ha compiuto ben 50 anni di successo, è certamente 2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

La colonna sonora e la famosa scena iniziale delle scimmie intorno al monolite ormai hanno trans-valicato nella mente del pubblico i confini dello schermo.

Tutti conosciamo quella scena o quelle note: anche chi 2001: odissea nello spazio non l’ha proprio visto.

In realtà, alla sua uscita nessuno avrebbe sospettato un successo come quello che descriviamo oggi. Durante la prima proiezione molte persone uscirono dalla sala a metà pellicola, annoiate e critiche.

Perché in effetti la storia creata da Kubrick è lenta e per chi ama l’azione e gli sparatutto non c’è nulla per cui sentirsi divertito o intrattenuto.

Ma se si riesce (e si deve) a superare la lentezza narrativa allora si inizia a comprendere la paura e la riflessione di cui è intriso questo capolavoro.

Odissea nello spazio infatti narra la semplice storia di una spedizione come ci ne sono tante, in periodo storico in cui impazzava la corsa allo spazio. Ma per la prima volta ad essere al centro della narrazione è la macchina, la sua volontà, e quindi anche la sua capacità di uccidere.

Emerge la paura, la consapevolezza che forse l’uomo non ha il controllo su tutte le  scoperte scientifiche e tecnologiche e che forse prima di utilizzare un qualsiasi strumento informatico, anche oggi, anche sulla terra e non nello spazio, sarebbe buona norma controllare di avere tutto sotto controllo.

Forse non è a rischio la vita, ma la sicurezza delle proprie informazioni personali o aziendali si.

2.Star Wars (1977 – il primo capitolo della saga)

Guerre stellari, così come venne chiamato inizialmente alla sua prima uscita in Italia, è diventato molto molto di più di una saga: per molti è una passione, uno stile di vita, una metafora della forza interiore e della capacità di incanalarla nella direzione più giusta per ottenere i risultati migliori.

Star Wars non è solo un film su un remoto futuro ipotetico o sulla realtà, molto umana, di una “galassia lontana lontana”.

E’ diventato un cult che ha segnato almeno 4 generazioni.

Riassumere la storia intera di 8 blockbusters, più l’episodio finale in arrivo in Italia a Dicembre e svariati spinoff, sarebbe prolisso e forse inutile perché di trame online se ne trovano moltissime.

Questa serie è però capace di inspirare anche dal punto di vista della strategia di marketing che l’ha resa mitica.

Già dal 1977, in occasione dell’episodio “una nuova speranza”,  i suoi creatori hanno attuato le tipiche tecniche del Real Time marketing, facendo diventare Star Wars un brand, con un’identità inconfondibile, decenni prima della reale teorizzazione di queste pratiche di marketing oggi piuttosto usuali.

Il segreto del successo della storia di George Lucas sta certamente nelle ambientazioni uniche, nella regia curatissima, negli effetti speciali sempre aggiornati ed incredibilmente realistici, ma non solo.film sul futuro - star wars - the force awakeness

Il suo successo è dovuto anche alla struttura epica della storia, sfruttata ad hoc per coinvolgere emotivamente tutti gli appassionati di fantascienza: un’azione che va molto oltre la semplice creazione di una pellicola curatissima in cui bene e male si affrontano nello spazio.

Star Wars è diventata forse la più nota saga di fantascienza al mondo, ma perché sono state le aziende a rendere noto il suo marchio di fabbrica, sfruttando la storia anche per scopi commerciali.

E i creatori del progetto hanno capito il potenziale di questo comportamento dal punto di vista della notorietà del marchio: non si sono opposti al suo sfruttamento da parte di altri e se oggi alcune aziende hanno avuto benefici da tale speculazione, di certo il brand che ci ha guadagnato di più, in termini di fama ed economici, è stato proprio Star Wars.

3. Ritorno al futuro (1985)

E’ una delle saghe più famose di sempre, nota certamente come il sopracitato Star Wars e altri cult che hanno segnato la storia del cinema.

Chi non conosce, anche fra i non appassionati, la supersonica DeLorean DMC-12, che originariamente nella sceneggiatura doveva essere un frigorifero, utilizzata nel film come macchina del tempo?

I viaggi nel spazio-tempo in effetti hanno sempre affascinato gli appassionati di fantascienza, e se la fisica ci dice che sono praticamente irrealizzabili senza catastrofiche conseguenze una pellicola come questa ci fa comprendere che basta aspettare pochi anni per vedere realizzate alcune fantastiche invenzioni futuristiche.

Ad esempio, nel film Michael J. Fox indossa una tipologia particolare di Nike che… si allacciano da sole. Oggi, solo dopo pochi anni, quelle scarpe esistono, si allacciano con un’app: si chiamano Nike Hyperadapt.

Lo stesso vale per gli skateboard senza rotelle fluttuanti: siamo ne XXI secolo ed esistono i così detti hoverboard.

Quindi, guardare questa saga può essere curioso non solo per mettersi in paro con la storia del cinema (non aver mai visto Ritorno al futuro è quasi come avere 40 anni senza aver mai mangiato una caramella), ma anche per trovare idee per prodotti nuovi ed innovativi.

E di ispirazione per un nuovo prodotto nell’era digitale ce n’è sempre più bisogno.

Great Scott!

4. Matrix (1999)

matrix azzurro - film sul futuroE’ uno dei film sul futuro più iconici degli anni ’90, con un obiettivo: quello di farci riflettere, forse oggi più che mai, sulle conseguenze di un uso smodato ed incontrollato della tecnologia e dei suoi linguaggi.

La sceneggiatura, descritta dagli stessi fratelli Wachowski  come inizialmente “incomprensibile”, narra la storia di Neo, lo strepitoso ed iconico Keanu Reeves, educato ed apprezzato programmatore di Software di giorno presso la Metacortex, Hacker senza scrupoli di notte, e del suo percorso alla scoperta di un progetto di controllo dell’umanità intera: Matrix.

Prima di Matrix nessun film, se non forse il già citato 2001:Odissea nello spazio, aveva affrontato in modo così impattante la problematica dello sviluppo di una possibile indipendenza intellettuale da parte delle macchine.

In effetti, il 1999 era un anno maturo per iniziare a parlarne, data anche la dilagante paura per il così detto Millennium Bug e lo sviluppo mai così rapido fino ad allora di computer e software.

Oggi che la ricerca sull’intelligenza artificiale la fa da padrona Matrix torna ad essere attuale come non mai, ed è forse anche per questo che nella famiglia Wachowski è nata l’idea di creare 2 nuovi film legati alla saga, un’ancora misteriosa pellicola diretta da Zak Penn e un quarto episodio con la regia di Lana Wachowski.

Se alcuni pensano che non ce ne fosse bisogno probabilmente hanno ragione dato che già di per sé il primo episodio di Matrix era sufficiente a far emergere le paure del cittadino medio sul “terrificante” mondo della tecnologia.

Ma magari i nuovi episodi potrebbero far riflettere su un nuovo aspetto che dobbiamo accettare: la digitalizzazione non può essere ignorata perché è una grande opportunità e forse la tecnologia può essere controllata e sfruttata strategicamente oltre che subita.

5. L’uomo bicentenario (1999)

Nello stesso anno di Matrix usci nelle sale un’altra pellicola per animi più romantici e forse meno spaventati dal futuro e dalle sue potenzialità.

In L’uomo bicentenario,  il regista Chris Culumbs, grazie alla straordinaria interpretazione di Robin Williams, riflette sullo scorrere del tempo, sul valore della vita, sull’identità.

Per farlo sfrutta un protagonista in forma di Robot, un droide casalingo di nome Andrew Martin con un unico desiderio: diventare un essere umano per poter amare la sua piccola “padroncina” Miss.

Martin non risulta molto diverso nell’aspetto, almeno inizialmente, dai robot intelligenti Pepper, creati ad oggi dalla SoftBank Robotics.

L’obiettivo del regista non era probabilmente quello di farci riflettere sulla possibilità che la macchina sviluppi sentimenti ed emozioni, ma guardando questa pellicola nel 2019 viene da pensare certamente alle conseguenze della creazione di robot umanoidi.

Cosa ci rende umani?

Perché un droide, nonostante riesca a capire le emozioni facciali e la loro corrispondete emotiva, nonostante sappia parlare ed esprimersi come un umano e prendere decisioni come noi non è vivo?

E se in un futuro molto lontano lo diventasse, chi ci darebbe il diritto di staccarne i circuiti in caso di un eventuale malfunzionamento?

6. Wall-e (2008)

film sul futuro - wall-e monocromo verde acquaAnche il mondo dell’animazione ha trattato in tanti modi, a volte fantasiosi, il tema del futuro e della robotica.

Ha ottenuto molto successo ad esempio il lungometraggio Disney-Pixar Wall-e.

Il cartone racconta la storia di un piccolo robottino inviato sulla terra, ormai abbandonata dagli esseri umani, per raccogliere tutti i rifiuti che hanno invaso il pianeta.

Durante l’esecuzione di questo compito si innamora di un altro droide iper-moderno, EVE, che ha un compito top secret.

Il punto centrale della storia non è in realtà la cotta di wall-e, ma l’ambientazione. Il pianeta terra in cui è collocato il racconto, è infatti una landa deserta ricoperta dalla spazzatura, il che fa riflettere sull’importanza, oggi, di adottare soluzioni di consumo sostenibili e rispettose dell’ambiente.

Sono passati ormai oltre 10 anni dall’uscita del cartone nelle sale, ma ai nostri giorni più che mai, con le proteste contro il cambiamento climatico, è ritornato attuale.

Oltre a questo spunto di riflessione, nella storia del protagonista con Eve troviamo moltissimi punti di contatto, anche in questo film, con l’emotività umana.

Wall-e ha bisogno di condividere, di manifestare affetto, non come una macchina, ma proprio come una persona. Ha nostalgia di una casa intesa come nucleo familiare, un po’ come l’alieno ET, ma qui è il robot a essere solo ed alieno, diventando un simbolo anche lui di chi desidera essere incluso in una comunità.

In questa pellicola come in altre citate, ma in chiave più infantile, c’è quindi la riflessione sul rapporto fra emozioni e macchinari, che forse è uno degli aspetti del futuro che maggiormente preoccupa l’essere umano.

Questo capolavoro Pixar è una storia da non perdere per questi due motivi principali, adatta ai più piccoli, ma anche agli adulti più induriti, nei quali il linguaggio semplice e lineare potrebbe generare un impatto maggiormente spontaneo e creativo di altri film “maturi”.

7. Jobs (2013)

Uno degli uomini più iconici dell’era digitale è certamente Steve Jobs, cofondatore della Apple Inc.

Genio visionario e creativo, come la stessa Apple lo ha definito, ha modificato radicalmente il mondo delle tecnologie, ma non solo, anche della comunicazione e della pubblicità, diventando un simbolo del continuo sviluppo creativo.

Jobs, pellicola del 2013 diretta da Joshua Michael Stern, non è quindi un film ambientato nel futuro o di fantascienza, ma la tecnologia ed il suo potenziale di sviluppo reale nel tempo impregnano tutta la sceneggiatura.

Jobs è semplicemente il racconto sincero della vita di Steven Paul Jobs e di tutti i momenti cruciali della sua carriera dal 1971 al 2000 che, tra dramma, gioie ed una certa dose di realistico cinismo aziendale lo hanno portato a sviluppare alcune delle innovazioni più importanti del nostro tempo.

Steve Jobs emerge dal film come essere umano, non solo come personaggio standardizzato, con le sue debolezze ed attriti che ancora di più lo rendono motivatore.

Se lui è stato così imperfetto emotivamente, se lui ha potuto essere scavalcato da chi aveva più potere, se lui ha vissuto momenti di emarginazione ed abbandono, allora chiunque può riuscire a realizzare grandi cose come è accaduto per Apple sotto la sua guida.

Al termine del film, nonostante il finale un po’ moralista a dirla tutta, ci si alza davvero dalla poltrona con l’idea di rivoltare il mondo.

Insomma se c’è bisogno di motivazione, per guardare a nuovi progetti con uno sguardo positivo e propositivo, Jobs è il film giusto.

8. Her (2013)

Hikikomori, crisi dei valori, rapporti lampo, ghosting: oggi, come direbbero gli apocalittici di Umberto Eco, le relazioni amicali e sentimentali sembrano essere profondamente in crisi, anche a causa delle nuove tecnologie e soprattutto dei Social Media.

Essere sempre connessi, anche con luoghi lontani, ha reso molto meno fisici i rapporti fra esseri umani, così tanto da far dilagare la paura che un giorno tali rapporti possano diventare solo ed esclusivamente virtuali… o forse no.

Nel film Her, pellicola diretta da Spike Jonze ambientata in un futuro non troppo lontano, Theodore, un solitario scrittore di lettere d’amore, al termine della separazione con la prima moglie decide di installare un nuovo sistema operativo di intelligenza artificiale sui suoi device domestici.

Dopo una conversazione molto simile ad un primo colloquio di psicoterapia, lo scrittore fa l'”incontro” con la voce del computer a lui assegnato, che poi è quella calda e seducente di Scarlett Johansson.

Lei, la voce, porta il protagonista a rientrare a contatto con le proprie sensazioni ed emozioni, in un percorso di innamoramento che non ha nulla di fisico ma che porta lo spettatore a riflettere sull’importanza della fisicità e della presenza nei rapporti umani di tutti i sensi. Ma c’è dell’altro.

L’intelligenza artificiale in questo film, Oscar per la miglior sceneggiatura originale, non assume un ruolo minaccioso come in Matrix o in 2001:Odissea nello spazio. Non pretende nemmeno di diventare umana come l’uomo bicentenario di Culumbs. Assume più il ruolo di un vero e proprio psicoterapeuta, che dall’inizio alla fine del film, nonostante si lasci andare ad emozioni potenti, sa come andrà finire.

In questo caso l’AI delinea nettamente i propri limiti, sebbene si renda conto probabilmente di avere qualcosa che potrebbe essere definito “umano”.

Porta principalmente Theodore a interrogarsi su che cos’è la coppia e sui limiti relazionali della tecnologia la quale ,benché lo porti nuovamente a sentirsi vivo, in realtà lo allontana dal mondo, con tutte le sue difficoltà, e lo isola completamente, come accade poi a quelli che in psicologia oggi vengono chiamati Hikikomori.

In questa pellicola l’intelligenza artificiale torna ad essere comunque uno strumento che dipende dall’uomo e la responsabilità delle sue conseguenze positive e negative viene restituita nettamente all’umano.

9. Interstellar (2014)

interstellar - film sul futuroUltimo ma non ultimo nella nostra personale classifica dei film di fantascienza e sul futuro da vedere è Interstellar.

Tornano in questa grande pellicola di Christopher Nolan il tema del cambiamento climatico, attualissimo, e quello del viaggio spaziale, in questo caso effettuato proprio per salvare l’umanità dalla catastrofe imminente.

Ma Interstellar non è un secondo Armageddon.

La terra del futuro in cui è ambientata la pellicola del 2014 è una landa desolata povera d’acqua sulla quale tutti sono stati costretti a diventare agricoltori per sopperire alla mancanza di cibo e rifornimenti. Ai bambini viene insegnato che i viaggi nello spazio non sono possibili. Anche lo sbarco sulla luna è stata effettivamente solo un’azione di propaganda.

In questa ambientazione terrestre, che per l’aridità ed i colori ha quasi del marziano, il protagonista, l’ex astronauta della NASA Cooper, viene ingaggiato per un’ultima disperata missione: esplorare un warmhole vicino Saturno per portare l’umanità in una galassia dove non debba più patire la fame.

Il viaggio viene effettuato da un eroe che troppo semplicisticamente si lascia affibbiare questo ruolo, rasentando la così detta “americanata”.

Ma Nolan è un regista preciso ed impregna così tanto la pellicola di significato emotivo e di dati scientifici accurati da far dimenticare che Cooper è l’eroe americano. In effetti, si scoprirà poi, che il prescelto per il salvataggio della terra non è lui.

Aspetti apprezzabilissimi di questa pellicola, che ha anche dell’Inception, altro capolavoro di Nolan, sono l’accuratezza scientifica e l’equilibrio perfetto fra effetti speciali ed effetti esclusivamente visivi.

Molte anche le citazioni visive di 2001:Odissea nello spazio, che omaggiano definitivamente il valore della prima pellicola da noi raccontata e forse la completano, dando una risposta scientifica a molte delle tante domande poste da questo ed altri film esposti nel nostro breve excursus cinematografico.

La parola adesso sta a voi.

Quali sono i vostri film di fantascienza e sul futuro preferiti? Quali riflessioni o successi vi hanno ispirato?