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8 curiosità su Facebook che (forse) possono essere utili al tuo business.

By 5 Settembre 2019 No Comments
8 curiosità su Facebook - copertina

Il 4 Febbraio 2004, a Cambridge, Massachussets, fu fondato il social media che avrebbe rivoluzionato il nostro modo di fare business oltre che di comunicare con gli amici. Nonostante il colosso blu sia ormai diventato così familiare ci sono delle curiosità su Facebook che certamente non sai.

Eccone 8; alcune più utili in ottica aziendale altre solo estremamente esilaranti.

1.Se Facebook fosse uno stato sarebbe il terzo, per larghezza al mondo.

Perché il terzo? Perché ancora lo supererebbero Cina ed India. E le cose stanno già cambiando.

Sarebbe anche il paese con più lingue parlate al mondo, dato che i suoi servizi sono disponibili in oltre 70 lingue.

Naturalmente quella più utilizzata è l’inglese, per la quale inoltre esistono più funzionalità.

Non tutte le funzioni del social infatti sono disponibili per ogni paese.

2. Nel 2018 l’India è diventata il primo mercato target di Facebook.

Le statistiche hanno registrato nell’anno passato un +50 milioni di nuovi utenti in questo stato: una crescita enorme se si considerano i tempi di raggiungimento di questo obiettivo.

La crescita è avvenuta in un singolo anno.

3. Facebook ha ben 2,38 miliardi di utenti attivi ogni mese in tutto il mondo (2019).

Il dato è notevole, soprattutto se si prendono in considerazione certi allarmismi recenti.

Secondo alcuni, gli utenti starebbero abbandonando il social network a causa delle ultime problematiche emerse riguardanti la privacy della piattaforma.

Le statistiche dei Global Digital 2019 reports parlano di una realtà molto diversa.

Gli utenti stanno semplicemente iniziando ad utilizzare il social per interagire con le altre persone, e molto meno con i brand e le loro pubblicità invasive.

Urge una nuova strategia (ad esempio di content marketing e social listening) per le imprese che desiderano continuare ad avere visibilità.

4. Già nel 2012, i contenuti condivisi giornalmente sul social media erano più di un miliardo in totale.

Oggi vengono prediletti i contenuti visuali, anche a causa di una variazione della copertura organica dei post di altro tipo, data dal nuovo algoritmo e dall’attenzione degli utenti.

I video sono diventati uno strumento essenziale per i brand per farsi notare su Facebook e mantenere stabile la visibilità delle pagine aziendali.

5. Facebook non è il servizio online preferito dagli italiani.

Nel 2018-2019, nel nostro paese, sono stati preferiti al gigante blu Youtube e Whatsapp, forse perché più interattivi, personalizzabili ed, apparentemente, “privati”.

In realtà è solo un’illusione, almeno per quanto riguarda Whatsapp, acquistato da Facebook nel lontano 2014.

6. A Luglio 2019, Zuckerberg ha patteggiato con le autorità americane il pagamento di 5 milioni di dollari di multa.

Dopo una serie di problematiche legate alla privacy del social media, innescate dallo scandalo Cambridge Analytica, Mark ha scelto di patteggiare con le autorità antitrust per chiudere le indagini sulle possibili violazioni.

Nonostante ciò la Federal Trade Commission ha lasciato aperta una parte dell’inchiesta.

Anche in Europa si continua ad indagare sul social blu, soprattutto a causa della sua nuova criptovaluta Libra.

La moneta privata dovrà subire una serie di stringenti controlli e regolamentazioni, perché considerata non adatta a transazioni sicure, e non solo nel nostro continente.

Anche la SEC vorrebbe imporre le stesse stringenti regole dei titoli azionari americani alla criptomoneta.

7. Myspace rifiutò di comprare Facebook.

La proposta di acquisto era di 75 milioni di dollari. Bazzecole se si pensa che oggi MySpace è praticamente un cimitero degli elefanti, con gravi problemi gestionali.

Nel marzo 2019, a causa di un cambiamento di server, ha cancellato per sbaglio tutti i dati, files e video caricati sulla piattaforma dal 2003 al 2015.

Certamente, rispetto a Facebook, sa come mantenere la privacy degli utenti.

Forse troppo.

Chissà come avrebbe gestito la cosa se non avesse rifiutato la convenientissima proposta d’acquisto.

8. Ci sono 30 milioni di utenti deceduti ancora registrati al social media.

Parlare con l’aldilà non è poi così difficile su Facebook. Soprattutto se si sceglie di sfruttare una funzione molto curiosa del social, sconosciuta ai più.

Se lo si desidera, si può scegliere un “erede” per il proprio profilo privato, in caso di decesso improvviso.

Un’altra stranezza del social decisamente da black humor.


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